IL POLITICO

TESTO INTEGRALE

Platone voleva scrivere una trilogia : 1) il sofista 2) il politico 3)il filosofo : il primo l'ha effettivamente ralizzato , il secondo l'ha iniziato ma non l'ha finito ed il terzo non l'ha mai neppure cominciato.Analizziamo ora il "Politico" : l'opera si intitola il "Politico" e non "la politica" (come si chiamerà invece l'opera di Aristotele ) perchè Platone era convinto che per avere uno stato perfetto occorresse che fosse governato da uomini politici perfetti.Ma chi è il vero uomo politico ? Platone parte dallo scartare la definizione omerica "il re è pastore di uomini" perchè implica una superiorità di razza da parte del politico e ciò lo si poteva accettare solo se si torna all'epoca mitica in cui gli dei governavano gli uomini.Così come nel "Sofista" (in cui il tema centrale era la possibilità di dire il falso , il non essere) , anche nel "Politico" la definizione del personaggio passa in secondo piano e risulta scherzosa.Così come nel "Sofista" , per definire si serve della "diairesis" : quella del politico è una tecnica analoga a quella del tessitore che intreccia fibre di carattere diverso:intreccia trama e ordito.Ancora oggi si suole usare l'espressione "tessuto sociale" per indicare che le funzioni si intrecciano . Nell'intrecciare i tessuti , ci sono caratteri più solidi ( coraggiosi, nella politica) ed altri più raffinati (intelligenti , nella politica) : il politico deve sapere la misura per mescolare bene i diversi "strati" sociali.Ben emerge come Platone sia più rigido e meno sciolto (soprattutto nello stile) rispetto a quanto lo era in gioventù.Egli arriva ad affermare che nello stato perfetto non ci sarebbe bisogno delle leggi perchè esse sono quasi un "male necessario" che si introducono in assenza dell'uomo politico perfetto.Infatti la legge per quanto cerchi di cogliere le sfumature non ci riesce mai totalmente e non è mai assolutamente giusta : la legge dice di non rubare e di punire chi ruba con determinate pene : ma non dice , per esempio , di punire chi ruba due libri ed un quaderno con due mesi di carcere.Se ci fossero politici perfetti deciderebbero quale pena applicare in ogni determinato caso.Come il medico riesce a vedere in ogni frangente la cura da amministrare al paziente , così il politico , per Platone , deve prendere le decisioni senza essere vincolato dalle leggi.Ma nella realtà , dove è impossibile per definizione essere perfetti ,Platone dice che le leggi sono necessarie : esse sono necessarie perchè è vero che danno norme universali e non sempre giuste in tutti i casi , ma comunque in questo vincolare danno delle regole alle quali attenersi.Seguendole non si otterrà un risultato perfetto (che si otterrebbe invece seguendo il politico perfetto) , ma comunque buono. Platone crea poi nel "Politico" una nuova gerarchia dei governi : al vertice mette sempre il suo stato ideale ma subito dopo si trovano i governanti che regnano secondo le leggi.Negli ultimi posti ci sono i governi in cui si comanda senza leggi. > e; e poi la tragedia possiede anche una grande evidenza sia alla lettura sia nell'azione scenica.Inoltre la tragedia è superiore per il fatto che il fine dell'imitazione è raggiunto in una estensione più breve [1462 b] (quel che è più compatto riesce più piacevole di quel che è più diluito nel tempo, dico per esempio se si traducesse l'Edipo di Sofocle in tanti esametri quanti ne ha l'Iliade).Ed ancora l'imitazione dell'epopea ha minore unità (ne è prova che da una qualsiasi [5] epopea si possono trarre più tragedie), così che se